Giffoni Film Festival: al via la 55ª edizione tra cinema, dialogo e umanità. Taglio del nastro con Vincenzo De Luca

Si è alzato il sipario sulla 55ª edizione del Giffoni Film Festival, in programma fino al 26 luglio. A inaugurare ufficialmente la rassegna è stato il presidente della Regione Campania, Vincenzo De Luca, che ha tagliato il nastro tricolore dell’evento ricevendo, nel corso della cerimonia, il Premio Speciale Ercole: un riconoscimento che richiama le dodici fatiche dell’eroe mitologico per raccontare l’epopea di Giffoni, capace di trasformare un piccolo borgo in un riferimento culturale internazionale.

Un cammino straordinario, quello del Festival, che in oltre mezzo secolo ha unito visione creativa, impegno sociale e un profondo valore educativo. «Siate donne e uomini liberi: questo significa diventare umani» ha detto De Luca ai giovani Giffoners, richiamando il tema centrale dell’edizione 2025: “Becoming Human”, un invito a riscoprire l’autenticità dell’essere umano in un’epoca di profonde trasformazioni.

Durante il suo intervento, il governatore uscente ha rivolto ai ragazzi parole dense di significato, riflettendo su una contemporaneità segnata da conflitti, solitudini e perdita di riferimenti:
«Viviamo un tempo in cui persino coltivare relazioni autentiche è diventato difficile. I social, che deformano la percezione della realtà, contribuiscono a un crescente distacco dalla vita vera. A livello globale assistiamo a una crisi del diritto internazionale, che tocca anche l’Europa. Guerre esplodono davanti ai nostri occhi: in Ucraina, in Palestina, a Gaza. E poi ci sono i conflitti dimenticati, come quelli in Africa, che causano centinaia di migliaia di vittime nel silenzio generale. Otto donne su dieci subiscono violenze. Milioni di bambini restano indietro. Sembra che il mondo stia deragliando».

De Luca ha poi lanciato un appello alla responsabilità collettiva, soprattutto dei giovani:
«È necessario uno sforzo per recuperare il dialogo, quello vero, costante, ostinato. Non possiamo più accettare un equilibrio mondiale unipolare, dove un solo Paese impone le sue regole. È tempo di riconoscere la pluralità di culture e tradizioni, tornando ai valori fondanti dell’umanità. Quelli che nel 1948, all’indomani della Seconda guerra mondiale, ispirarono la nascita della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani».

In questo contesto, ha ricordato De Luca, il Giffoni Film Festival assume un ruolo centrale:
«È uno spazio di confronto libero, che unisce giovani provenienti da tutto il mondo. Qui non si confonde l’arte con la politica. La cultura, il cinema, la letteratura devono restare strumenti privilegiati per costruire ponti tra i popoli. Non possiamo pretendere che artisti e intellettuali si sostituiscano alla politica: la loro missione è quella di ispirare, di aprire orizzonti, di difendere l’umano».

Un pensiero è andato anche a Papa Francesco: «È stato il primo a cogliere la frammentazione del nostro tempo. La sua voce, che viene dal Sud del mondo, ci aiuta a riconoscere le nuove forme di dominio e disumanizzazione. Ecco perché dobbiamo recuperare la nostra umanità, i traguardi raggiunti nella scienza, nella medicina, nella tutela dell’ambiente. Solo così possiamo arginare le pulsioni distruttive che ci circondano».

Infine, De Luca ha reso omaggio al fondatore e direttore artistico Claudio Gubitosi, che, dopo decenni di guida appassionata e controcorrente, è pronto a passare il testimone al figlio Jacopo e a Luca Polito.
«Il Giffoni non sarebbe ciò che è senza il sostegno della Regione Campania. Abbiamo affrontato insieme la pandemia, le crisi finanziarie, le difficoltà logistiche. Quest’anno, con un investimento di 5,4 milioni di euro, ribadiamo il nostro impegno: il cinema che libera merita di essere sostenuto. Giffoni è diventato un patrimonio culturale globale, un punto d’incontro tra popoli, culture, esperienze».