La cucina italiana è Patrimonio Unesco

La cucina italiana è ufficialmente Patrimonio Culturale Immateriale dell’Unesco. Il Comitato intergovernativo dell’organizzazione, riunito a Nuova Delhi, ha approvato l’iscrizione  della candidatura. Si tratta della prima volta che viene premiata una tradizione culinaria nella sua globalità, superando l’approccio adottato in passato, incentrato su singole pratiche o tecniche.   

Tra i precedenti riconoscimenti Unesco già attribuiti all’Italia figurano la Dieta Mediterranea (2013, bene transnazionale), la Vite ad alberello di  Pantelleria (2014), l’Arte del pizzaiuolo napoletano (2017) e la Cerca e cavatura del tartufo (2021).

“Il riconoscimento della cucina italiana come patrimonio dell’umanita’ è uno storico riconoscimento che onora il popolo italiano e celebra la nostra identità – dichiara il presidente del Consiglio Giorgia Meloni – è con grande emozione e orgoglio che l’Italia accoglie questa decisione”.

Intanto TasteAtlas, progetto lanciato dal giornalista croato Matija Babić nel 2015, ha pubblicato la sua classifica di fine anno con le migliori città al mondo in cui mangiare. Al primo posto troviamo Napoli (4,99 punti), seguita con lo stesso punteggio da Milano (4,99 punti) e, poco più staccata, Bologna (4,98). Ben 6 delle prime 10 posizioni di questa classifica sono occupate da città italiane.

I ranking di TasteAtlas vengono stilati in base alle valutazioni degli utenti che partecipano al progetto e provano piatti e ristoranti in tutto il mondo. A validare le votazioni c’è un sistema di intelligenza artificiale che controlla che siano genuine e fornite da utenti reali.

Se guardiamo alla classifica delle regioni in cui si mangia meglio, troviamo la Campania al primo posto, seguita da Emilia-Romagna e da Creta. Per quanto riguarda le migliori cucine al mondo, troviamo al primo posto quella italiana (salita di una posizione rispetto allo scorso anno), seguita dalla cucina greca e da quella peruviana.